Diminuisce la Tari a Prato nel 2019

Diminuisce nel 2019 il costo della Tari per le aziende pratesi ma è ancora presto per tirare un sospiro di sollievo.

 

La tariffa per lo smaltimento dei rifiuti si conferma una delle imposte più gravose per imprese e famiglie con un forte impatto sullo sviluppo economico del territorio.

 

A dirlo sono i dati raccolti da Confcommercio Pistoia e Prato che riporta l’attenzione sul tema della Tari, una tassa che necessita di una profonda revisione a partire dal sistema di attribuzione delle tariffe.

 

La riflessione nasce dall’indagine di Confcommercio Imprese per l’Italia – attraverso l’Osservatorio Tasse Locali, lo strumento permanente dedicato alla raccolta e all’analisi di dati e informazioni sull’intero territorio relative alla tassa rifiuti (TARI) pagata dalle imprese del terziario – che rimanda ad una fotografia nazionale dove, nonostante una significativa riduzione nella produzione dei rifiuti stessi, l’imposta continua a crescere e ripropone evidenti divari di costo nella stessa area tra le medesime categorie economiche a parità di condizioni.

 

Da una parte Prato può dirsi in controtendenza sull’andamento dell’imposta segnando delle diminuzioni in quasi tutta la provincia, ad eccezione di Vernio – che resta però il comune con le tariffe più basse – e, in alcuni casi, di Poggio a Caiano.

 

Dall’altra, però, la stessa ricerca ha dimostrato come nel comune capoluogo molte categorie economiche nel 2018 si siano trovate a pagare le cifre più alte della Toscana. Alcuni esempi sono le superfici espositive, gli alberghi, i ristoranti, le macellerie.

 

Le agevolazioni introdotte per le utenze non domestiche riescono ad alleggerire la tariffa ma richiedono un impegno notevole da parte degli operatori che per ottenerle devono operarsi in contesti non sempre semplici (come accade per la raccolta del vetro nel centro storico).

 

Inoltre restano evidenti le disparità fra la stessa tipologia di attività in due territori limitrofi: nel comune di Cantagallo un ristorante paga 24,59 euro al metro quadro contro gli 8,22 euro di un ristorante di Vernio; un bar a Poggio a Caiano, invece, paga 19,69 euro al metro quadro a differenza dei 12 euro a Carmignano.

 

Si tratta di esempi che rimandano a un quadro travagliato e poco omogeneo che continua a penalizzare le attività economiche.

In questo contesto,  il livello di qualità del servizio offerto nel comune di Prato secondo OpenCivitas – sito promosso dal Dipartimento delle Finanze e dalla SOSE per determinare i fabbisogni standard delle amministrazioni locali – nel 2018 si è fermato sotto la sufficienza (con punteggio 5), nella media regionale.

 

“La strada intrapresa con la diminuzione della Tari è sicuramente quella giusta in un’ottica di sviluppo – afferma Confcommercio – ma adesso è necessario intervenire sui punti che presentano le maggiori criticità.

A fianco di un maggiore impegno per l’evasione con controlli attenti e sanzioni verso chi non versa quanto dovuto, danneggiando così tutti gli altri.

Resta però indispensabile avviare una profonda revisione dell’intero sistema di raccolta e smaltimento che rispetti il principio europeo ‘chi inquina paga’ e tenga conto delle specificità di determinate attività economiche delle imprese del terziario”.