Decreto fiscale: inaccettabile criminalizzare il terziario

Il commento di Confcommercio

Sbagliato criminalizzare le categorie del terziario come principali responsabili dell’evasione fiscale.

I comportamenti illeciti riguardano, purtroppo, l’intera economia e la società italiana e servono azioni mirate di controllo e di verifica per sconfiggere questa piaga.

È con queste parole che Confcommercio apre la riflessione sul decreto fiscale secondo il quale l’aumento della pena per chi agisce scorrettamente “funge da monito e deterrente a un comportamento illecito, diffuso in alcune categorie del commercio” (art. 39 relazione tecnica).

“È un’accusa inaccettabile per le nostre imprese appartenenti ad un settore che rappresenta una fonte di sviluppo e che non può essere stigmatizzato per una patologia che taglia trasversalmente tutto il sistema. Combattere il sommerso è essenziale e Confcommercio sostiene da tempo iniziative in questa direzione, tese a denunciare e promuovere verifiche attente e comportamenti legali. In questo senso riteniamo corretto diffondere la moneta elettronica come principale metodo di pagamento, rendendosi però conto che l’attuale situazione non ci permette di individuare una rivoluzione radicale, bensì di iniziare a muovere i primi passi. Il rapporto di Banca d’Italia sull'utilizzo del contante in Italia, pubblicato a gennaio 2019 – che elabora i dati contenuti nel report della Bce Study on the use of cash by households del novembre 2017 – definisce che "in Italia nel 2016 il contante è stato lo strumento più utilizzato nei punti vendita: l’85,9 per cento delle transazioni è stato regolato in contanti, per un valore pari al 68,4 per cento del totale".

Inoltre secondo il rapporto il contante è usato soprattutto per il pagamento di somme ridotte che sono statisticamente più numerose.

Un quadro quello delineato che – rispetto ai Paesi che hanno adottato l’euro – ci pone  al di sopra della media di sette punti percentuali  (78,8) nell’utilizzo dei contanti”.

Risulta quindi evidente come ad oggi non sia possibile parlare di sanzioni per chi non accetta carte o attivare la cosiddetta “lotteria degli scontrini” a partire da gennaio 2020.

E aggiunge il presidente di Confcommercio Pistoia e Prato, Stefano Morandi:

“L’attacco alle categorie del commercio e del turismo sostenuto nel decreto fiscale è inammissibile se si pensa ai tanti imprenditori che con il loro lavoro contribuiscono alla crescita dell’economia territoriale. È giusto adottare un cambiamento osservando una logica diffusa che ci avvicini alle altre realtà dell’area euro, ma questo non comprende la criminalizzazione di determinati settori. Dovremmo piuttosto guardare ai dati che parlano chiaro spingendoci verso una programmazione che comprenda meccanismi generalizzati di cashback e il credito d’imposta sulle commissioni a carico delle imprese che accettano pagamenti elettronici. In particolare servono decisive riduzioni di costi e commissioni a carico di imprese e consumatori, soprattutto per i micropagamenti. Ancora di più, però, - precisa Morandi - è indispensabile educare la popolazione all’utilizzo dei metodi di pagamento elettronico. Introdurre questo meccanismo come obbligo ha poco senso: si tratta di un processo che ha bisogno di essere strutturato su più fronti e che deve muoversi in modo coordinato verso la modernizzazione complessiva dell’Italia”.