Più controlli e cultura della legalità: le priorità di Confcommercio per "Legalità ci piace"

Sono contraffazione (34,8%), abusivismo (34%), furti (29%) e rapine (25%) i fenomeni criminali percepiti più in aumento dalle imprese del terziario, le quali individuano come effetti dannosi la conseguente crescita della concorrenza sleale (60,8%) e della riduzione del fatturato (37,8%).

A dirlo è l’indagine di Confcommercio su illegalità, contraffazione e abusivismo, presentati nell’ambito della settima edizione di “Legalità ci piace”, la giornata nazionale del sistema Confcommercio che ogni anno denuncia i fenomeni illegali che danneggiano le imprese e l’intero tessuto economico.

Porta a riflettere il quadro rimandato dall’indagine nazionale che rileva una continua crescita del fenomeno della contraffazione: nel 2019 quasi un consumatore su tre (30,5%) ha acquistato un prodotto contraffatto o usufruito di un servizio illegale (+3,7 % rispetto al 2016 e +4,9%  in confronto al 2013).

Il 66,7% delle imprese del commercio e dei servizi si ritiene danneggiato (era il 65,1% nel 2016), ma soprattutto il costo dell’illegalità si eleva a oltre 30 miliardi di euro, mettendo a rischio circa 200mila posti di lavoro.

Una panoramica, quella descritta, che ha le sue ricadute anche a livello locale: nelle provincia di Pistoia non sono estranei episodi di contraffazione, abusivismo e furti che colpiscono in particolare alcune aree più sensibili a questi temi.

In Valdinievole, per esempio, sono frequenti azioni di microcriminalità a danno delle aziende che si trovano a fare i conti con perdite di fatturato, costi e con un clima di insicurezza al quale è necessario porre rimedio.


Lo stesso vale per Prato dove rapine e casi di abusivismo e contraffazione sono sempre più presenti sulle pagine dei quotidiani e testimoniano una situazione diventata ormai insostenibile per le aziende. 

A preoccupare è inoltre la crescita dell’utilizzo del web per l’acquisto di prodotti o servizi contraffatti: non solo giocattoli, pelletteria e abbigliamento ma è da qui che passa gran parte dell’intrattenimento (89% della musica, film, abbonamenti tv, eccetera) e quasi la metà (47,9%) dei servizi turistici (alloggio, ristorazione, trasporti) illegali.

Per la maggior parte dei consumatori l’acquisto di prodotti o servizi illegali è sostanzialmente legato a motivi di natura economica (82%) ed è ritenuto “normale” (73%), una tendenza diffusa in prevalenza tra i giovani tra i 18 e i 24 anni. Oltre il 90% dei consumatori, comunque, è consapevole dei rischi dell’acquisto illegale e degli effetti negativi di questo fenomeno.

Risulta quindi evidente quanto sia importante diffondere la cultura della legalità nelle scuole e fra i giovani, rendendoli consapevoli che un comportamento ritenuto innocuo o parzialmente dannoso in realtà contribuisce ad alimentare uno dei fenomeni più dannosi per l’economia del territorio.

In questo senso Confcommercio Pistoia e Prato si è impegnata negli anni con iniziative di sensibilizzazione nelle scuole superiori delle due province e, allo stesso tempo, ha realizzato seminari informativi insieme alle forze dell’ordine rivolti alle aziende sulla sicurezza sul web e sui servizi di videoallarme.

Azioni, queste, ritenute indispensabili tanto quanto l’intensificazione di controlli sul territorio da parte delle forze dell’ordine e un inasprimento delle sanzioni per chi adotta comportamenti scorretti.

Obiettivo dell’Associazione è infatti quello di combattere la microcriminalità e le azioni illegali che frenano lo sviluppo dell’economia locale a 360 gradi e per farlo è necessario un costante lavoro a fianco delle imprese e delle istituzioni.