Il terziario settore fondamentale nell'economia pratese

Il terziario si afferma un settore cardine per l’economia pratese con il 46,3% delle imprese registrate al 31 Dicembre 2018 – 16.339 su un totale di 32.741 – e una percentuale di forza lavoro impiegata pari al 65,2.

E se da una parte la crescita dei consumi stenta a ripartire (0,3% nel 2018), dall’altra il tasso di disoccupazione nell’ultimo decennio è in calo (dal 28,9 del 2008 si passa al 18,4) e in controtendenza rispetto all’andamento regionale e nazionale.

 

È questo il quadro delineato dal Rapporto sulle economie territoriali realizzato dall’Ufficio Studi di Confcommercio Imprese per l’Italia che traccia l’andamento dei parametri che negli ultimi dieci anni hanno influito sullo sviluppo del territorio provinciale.

 

Si conferma, quindi, la diffusione delle piccole e medie imprese del commercio, del turismo dei servizi, affiancata dall’industria che ricopre un ruolo rilevante con il 40,6% di attività al 31.12.2018.

 

Risulta però evidente la lenta – e talvolta stagnante – crescita dei consumi, inferiore rispetto al trend toscano del 1,1%, dopo una ripresa del 1,4% nel triennio 2015-2017 (in Toscana era stata pari al 1,8%).

 

Cresce invece, la popolazione registrando un +5,3% sul 2008 con 257mila abitanti.

 

Si tratta di una fotografia che si allinea con il panorama regionale e con quello nazionale, ad eccezione del dato sulla disoccupazione.

Mentre in Toscana cresce la media di persone in cerca di lavoro (dal 5% del 2008 al 7,3% del 2018) con particolare riferimento ai giovani (dal 14,6% al 22,9%), in provincia di Prato nel decennio si è scesi dal 7,1% al 6,7%. Un segnale particolarmente positivo è dato dalla disoccupazione giovanile che diminuisce di ben 10 punti percentuali (dal 28,9% al 18,4%) posizionando Prato fra le più basse nel contesto regionale, seconda solo a Firenze.

 

A svolgere un ruolo favorevole nello sviluppo dell’economia locale – per Confcommercio – è la posizione centrale di Prato nell’area metropolitana ed è in questa logica che si dovrebbero orientare le politiche di sviluppo per il futuro.

 

Partendo in primo luogo da un potenziamento delle infrastrutture e dalla messa in atto di interventi decisivi sulla mobilità in grado di facilitare i collegamenti da e per Firenze. Parliamo di concretizzare  gli investimenti relativi ad aeroporto, asse autostradale, ferroviaria, ma anche alla ristrutturazione delle strade cittadine e provinciali.

 

Per poter parlare di sviluppo – conclude Confcommercio – servono collegamenti in grado di portare benefici al territorio e ai suoi settori economici, compreso il commercio.