Fipe: indennizzi non proporzionati ai danni

“Indennizzi insufficienti a colmare il danno delle chiusure natalizie.

Il lockdown delle Festività è il colpo di grazia per i pubblici esercizi: nessuna tutela dal Governo.”

 

Torna a far sentire la propria voce Fipe-Confcommercio dopo il Decreto Natale e, soprattutto, dopo i ristori previsti che, di fatto, sono irrisori a fronte delle perdite subite.

 

“Al Governo piace fare annunci di grandi sostegni per le aziende ma, di fatto, ogni volta che andiamo a leggere i numeri questi parlano un’altra lingua.

Siamo ancora sul piano degli interventi assistenziali e non ci capacitiamo di come di fronte alla crisi sempre più profonda che sta vivendo il settore, non siano ancora state messe in campo misure strutturali per gestire un’emergenza economica e sociale che presto farà sentire le proprie gravi ricadute.

 

Il fondo messo a disposizione dal Decreto Legge è di 645 milioni di cui 455 riguarda il periodo di chiusure natalizie per il 2020 e 190 quelle del 2021.

Secondo l’Ufficio Studi Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi – ciascuna impresa chiusa durante il lockdown, riceverà in media circa 2mila euro entro la fine dell’anno oltre ad altri mille che dovrebbe ricevere nel 2021.

 

Se paragoniamo queste cifre alle perdite degli incassi che la ristorazione ha subito con il susseguirsi di limitazione da inizio Novembre ad oggi, capiamo che non è possibile mettere in sicurezza le aziende, tantomeno colmare le perdite e i danni subiti.

 

In Toscana, seppur con indici che dall’inizio del mese ci avrebbero consentito il ritorno in zona Gialla, siamo stati chiusi dall’11 Novembre fino a sabato 19 Dicembre.

Apriamo per 4 giorni – di cui 3 infrasettimanali – per richiudere fino al 6 Gennaio, perdendo uno dei periodi più importanti dell’anno fra cene e pranzi che ruotano intorno alle Festività.

 

Inoltre ci chiediamo: quando saranno erogati i contributi previsti per il 2021? Non lo sappiamo, il Decreto non mette limiti su questo e niente è stato detto dal Presidente del Consiglio.

Ci ricordiamo però della promessa fatta con il Ristori Bis di far arrivare gli indennizzi sul conto delle aziende coinvolte entro il 15 Novembre e nella realtà alcune attività li stanno ancora aspettando.

 

Abbiamo sentito parlare tanto del modello tedesco al quale riferirsi per le restrizioni da introdurre nel periodo delle Festività ma in Germania le aziende sono sostenute in modo ben diverso: indennizzo al 75% dei fatturati calcolato sui mesi di novembre e dicembre, riduzione dell'IVA al 5%, azzeramento delle imposte locali.

 

Davvero il Governo pensa che le misure introdotte permettano alla ristorazione italiana di salvarsi?

Di questo passo nel 2021 le ferite che conteremo saranno ben più grandi di quelle che ci immaginiamo”.

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