CRESCONO LE SPESE PER LE AZIENDE E AUMENTA L’INFLAZIONE

Confcommercio: con la fine dell’emergenza torneranno i costi fissi per le imprese. Per sostenere la ripresa servono ancora interventi da parte delle Amministrazioni.

Imprese nella morsa delle spese che sembrano destinate ad aumentare fin dal prossimo futuro. 

Cresce la preoccupazione da parte di Confcommercio per gli scenari che si stanno delineando sul fronte economico e che pongono le imprese del terziario in una posizione di particolare fragilità, dopo un anno e mezzo di chiusure e limitazioni da Covid. 

 

Da una parte la fine dell’emergenza sanitaria al prossimo 31 Dicembre, annuncia il ritorno delle imposte locali che fino ad oggi sono state sospese per dare alle attività economiche un po’ di ossigeno. 

 

Dall’altra, l’aumento dell’inflazione porta a una progressiva diminuzione della propensione ai consumi da parte dei cittadini, che getta un’ombra sulla ripresa in atto. 

 

Secondo la stima preliminare fatta dall’Istat, a Settembre l’indice nazionale dei prezzi al consumo è infatti aumentato del 2,6% su base annua (era +2% ad agosto), un livello mai più raggiunto da ottobre 2012. 
A spingere il rialzo continuano a essere i prezzi dei Beni energetici (+20,2%) con il caro energia che ogni giorni si fa più preoccupante, ma anche i Beni alimentari (da +0,7% di agosto a +1,2%), i Beni durevoli (da +0,5% a +1%) e i Servizi relativi ai trasporti (da -0,4% a +2%). Ma anche i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,5% a +1,8%) contribuiscono all’accelerazione, così come i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +0,6% a +1,2%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto (da +2,4% a +2,8%).
 

 

Con questi numeri è evidente che la capacità di spesa e la fiducia delle famiglie sono destinate a diminuire per far fronte a costi fissi e di prima necessità. Di conseguenza, diminuiscono le possibilità per molte piccole imprese locali di tornare a crescere e di rialzarsi dopo gli ultimi lunghi mesi. 

 

Quando l’emergenza finirà e torneranno le imposte fisse, le aziende si troveranno a dover sostenere crescenti uscite a fronte di una riduzione delle entrate. 

 

Già da Gennaio si tornerà a parlare di imposta sul suolo pubblico ma la vera bomba ad orologeria sarà la Tari, con la gestione dello smaltimento dei rifiuti, affiancata dall’Imu. 

Una vera e propria valanga, quindi, che si abbatterà sulle imprese, a meno che non si intervenga per sostenerle e per sostenere la ripresa. 

 

Serve l’impegno da parte delle Amministrazioni Comunali a valutare fin da subito eventuali correttivi e sgravi da inserire a favore delle pmi.  

Oggi che i Comuni sono chiamati a definire le azioni per il prossimo anno, è fondamentale tenere conto del particolare momento storico che stiamo vivendo. Ma soprattutto è necessario dare la possibilità alle aziende di essere protagoniste della ripresa, trainando con sé l’economia e l’intero territorio. 

 

È questo quello che vogliamo per il futuro dei nostri settori ed è il motivo per cui siamo a disposizione – come di consueto – ad aprire un dialogo con le Amministrazioni, in grado di portare tutti verso un’unica direzione”. 


Per informazioni

CONTATTACI SU WHATSAPP
oppure Compila il form