Apriamo un tavolo di crisi per la Valdinievole

Pieri-Confcommercio: "risposte certe e azioni mirate a salvare il territorio e le sue imprese. Non possiamo essere lasciati soli".

“Aprire un tavolo di crisi per Montecatini e la Valdinievole per salvare il territorio e le sue imprese.”

È questo l’ultimo appello di Nicola Pieri, presidente della delegazione Confcommercio di Montecatini Terme, che punta i riflettori sulle prospettive sempre più gravi che si delineano per l’intera area.

“La crisi vissuta dalla nostra zona è sotto gli occhi di tutti: le città sono vuote, gli alberghi chiusi, nei negozi non ci sono più commessi.

Alla pari delle città d’arte toscane stiamo subendo le gravi conseguenze del blocco del turismo e dell’assenza di visitatori stranieri ma anche italiani. E non solo: mancano i lavoratori che si spostavano nella nostra zona per l’intera stagione lavorativa creando frequentazione e dinamismo nelle nostre attività.

La differenza fra noi e le principali mete toscane – come, per esempio, Firenze o Siena – è, però, che quest’ultime hanno ricevuto delle risorse dedicate dal Governo mentre noi siamo stati lasciati a noi stessi, nonostante la nostra economia si basi principalmente sul turismo.

Le imprese della ristorazione e, in generale, la maggior parte delle attività si rivolgono ad un target che nel nostro territorio ricerca la toscanità, la qualità e il comfort: un’offerta, quindi, differente da quella che potrebbe essere rivolta ai residenti i quali, in ogni caso, non possono compensare la mancanza dei flussi turistici. 

Le attività, anche quelle che per decreto possono restare aperte, soffrono la mancanza di clienti e sempre di più rischiano di non arrivare alla fine del 2021.

Eppure non abbiamo avuto aiuti – se non esigui – da parte delle Amministrazioni comunali. I costi fissi continuano a gravare sui bilanci e le imposte, come la Tari, restano un macigno per le imprese ormai in ginocchio.

Difficili sono anche i rapporti con i proprietari dei fondi, i quali non danno cenni di andare incontro alle ingenti difficoltà delle aziende.

A peggiorare l’intera situazione è arrivato l’ultimo mese di zona rossa che ha ulteriormente desertificato i nostri centri. E per cosa? La curva dei contagi sembra ormai svincolata dal susseguirsi di chiusure e, peggio ancora, mentre in provincia si vedevano sostanziali segni di miglioramento, la zona rossa è stata estesa a tutta la Toscana coinvolgendo anche noi.

Impossibile non pensare che per il Governo esistano territori di classe A di classe B.

La sensazione è che non si percepisca o, ancora peggio, non si voglia guardare, la gravità del momento che l’area di Montecatini sta vivendo con centinaia di imprese a rischio di chiusura e migliaia di lavoratori a casa. Stiamo andando incontro a un crollo economico e sociale senza precedenti: è assurdo vedere che né il Governo né le Istituzioni si stanno muovendo con azioni concrete per evitare che ciò accada.

Per questo chiediamo di aprire un tavolo di crisi dedicato al nostro territorio: abbiamo bisogno di risposte dalla politica locale e dai nostri rappresentanti istituzionali, le imprese non possono più essere lasciate sole”.

 

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