Stop della Cassazione alla somministrazione nei circoli privati

“Stesso mercato stesse regole”: stop della Corte di Cassazione alla somministrazione nei circoli privati.

 

Soddisfatta Fipe-Confcommercio – il Sindacato di categoria in rappresentanza dei pubblici esercizi della provincia di Prato aderenti a Confcommercio – per il risultato ottenuto dopo anni di proposte finalizzate a mettere sullo stesso piano ogni iniziativa di somministrazione di alimenti e bevande rivolta, per lo più, allo stesso bacino di consumatori.

 

Con l’Ordinanza n.15475 la Corte di Cassazione sezione Tributaria ha infatti stabilito che  un ente senza scopo di lucro non può esercitare l’attività di somministrazione dietro il pagamento di corrispettivi specifici che eccedono i costi vivi. Affinché i circoli possano beneficiare dei vantaggi fiscali riservati agli enti non commerciali, la loro attività deve essere rivolta esclusivamente agli associati e priva di ricavi.

 

Lo slogan “regole uguali per tutti” diventa quindi realtà e viene accolto positivamente da Fipe che, soprattutto in un contesto come quello toscano, è particolarmente sensibile al tema.

Secondo l’Istat sono infatti oltre 19mila i circoli ricreativi e sportivi nella Regione e oltre un terzo di questi ha esercitato fino a oggi attività commerciale senza essere soggetto agli adempimenti finanziari e burocratici che pesano invece sulle aziende.

 

 

“Tutelare consumatori e imprese è la nostra priorità e siamo quindi soddisfatti per quanto affermato dall’Ordinanza della Cassazione – afferma Tommaso Gei, presidente Fipe Prato. – Non è affatto da sottovalutare l’importanza dei circoli privati e delle vere proprie sagre che, soprattutto nelle realtà più piccole, svolgono l’essenziale ruolo di aggregazione sociale e promozione delle tradizioni del territorio.

 

La loro presenza è fondamentale quanto lo è, allo stesso tempo, garantire una condizione di concorrenza leale nel settore della ristorazione, estendendo a tutti quei soggetti che vogliono somministrare cibo e bevande dietro compenso, diritti e doveri ai quali sono soggetti le aziende.

 

Per questo chiediamo alle istituzioni competenti e agli organi preposti al controllo di garantire il rispetto di questi principi fondamentali, affinché quanto espresso dalla Corte di Cassazione diventi realtà e si possa parlare di un mercato sano ed equo per tutti”.